Ronzoni Group / Blog / Job Evaluation e politiche retributive: perché il valore del lavoro non può più essere un’opinione
Come costruire sistemi retributivi coerenti, trasparenti e difendibili con la Job Evaluation e i principi della Direttiva UE 2023/970.
Per lungo tempo le retribuzioni sono state costruite attraverso una combinazione di:
Nulla di tutto questo è necessariamente sbagliato.
Diventa problematico quando non è spiegabile.
La Direttiva UE 2023/970 introduce una novità sostanziale:
Molte aziende associano la Job Evaluation a progetti complessi riservati alle grandi multinazionali.
In realtà rappresenta uno strumento di governo estremamente pratico.
Non valuta le persone. Valuta il lavoro.
Nel momento in cui un’azienda deve spiegare:
serve una base di riferimento. La Job Evaluation diventa quella base.
Le trasformazioni del lavoro, la crescente attenzione alla trasparenza retributiva e le nuove disposizioni europee in materia di parità salariale stanno spingendo le imprese a guardare oltre il titolo professionale, per comprendere quale sia il reale valore organizzativo di una posizione.
È qui che entra in gioco la job evaluation.
Due persone possono avere lo stesso inquadramento e svolgere attività molto differenti.
Al contrario, due ruoli con denominazioni completamente diverse possono contribuire in misura molto simile ai risultati aziendali.
La job evaluation nasce proprio per questo:
Non serve a giudicare le persone.
Serve a capire meglio il lavoro.
Le migliori organizzazioni stanno spostando il focus:
❌ da chi occupa il ruolo
✅ a ciò che il ruolo richiede
È un passaggio culturale prima ancora che tecnico.
Una differenza retributiva può essere perfettamente legittima.
Un divario di almeno il 5% costituisce un indicatore che richiede approfondimento e, nelle condizioni previste dalla legge, può attivare la valutazione congiunta.
Non rappresenta autonomamente la prova di una discriminazione.
Il problema nasce quando il gap retributivo oltre soglia limite:
La trasparenza retributiva non elimina la discrezionalità.
La rende governabile.
Le organizzazioni che stanno lavorando su questi temi stanno sviluppando:
Tutto ciò consente di ridurre il rischio di decisioni incoerenti.
Le politiche retributive sono uno dei principali strumenti di fiducia organizzativa.
Le persone accettano più facilmente una differenza quando comprendono il criterio che la genera.
Le organizzazioni mature non promettono uguaglianza.
Promettono equità.
La Direttiva UE 2023/970 non impone semplicemente nuovi adempimenti.
Impone nuove capacità.
Le Direzioni HR possono scegliere se affrontare il tema come obbligo burocratico o come occasione per costruire sistemi più evoluti.
Come Consulenti per il Lavoro e per le Risorse Umane, certificati ISO 9001:2015 e UNI/PdR 125, supportiamo aziende e Direzioni HR nella costruzione di sistemi retributivi coerenti, nella Job Evaluation e nella definizione di criteri oggettivi di valorizzazione del lavoro.
Perdere persone oggi ha un costo molto più elevato di quello necessario per comprenderne e valorizzarne il contributo. E fare impresa in un mo(n)do nuovo significa prepararsi prima che gli obblighi diventino urgenze.
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