Ronzoni Group / Blog / Dignità: dalla contrattazione individuale alla Contrattazione di Prossimità
La Legge n. 96/2018 (di conversione del D.L. n. 87/2018 – c,d, “Decreto Dignità”) ha apportato alla disciplina del contratto a tempo determinato modifiche importanti.
ha delimitato le causali utilizzabili per apporre un termine ai rapporti di durata superiore ai 12 mesi (“esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività – esigenze di sostituzione di altri lavoratori – esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell’attività ordinaria”).
Queste modifiche rendono più arduo l’utilizzo della tipologia contrattuale, soprattutto in una realtà come la Vostra, aggiungendo limiti e vincoli alla disciplina previgente, che aveva già posto la problematica della % di contratti a termine stipulabili rispetto alla forza a tempo indeterminato e all’intervallo di tempo da rispettare tra un rapporto e l’altro (c.d. “stop and go”).
Nell’ordinamento italiano, peraltro, esistono strumenti che consentono di derogare alle norme di legge e, quindi, di rendere la normativa più aderente alle esigenze del datore di lavoro.
In alcuni casi è sufficiente la stipulazione di un’intesa aziendale, in altri è necessario sottoscrivere un accordo sindacale ai sensi dell’art. 8 della L. 148/2011, cioè un accordo di prossimità.
In entrambi i casi è necessario che il testo venga sottoscritto dalle OO.SS. più rappresentative (Cgil-Cisl-Uil).
La ratio di tali accordi è di regolare alcune materie, anche in deroga al CCNL e/o alla Legge, purché la stessa sia finalizzata al raggiungimento di determinati obiettivi, individuati dalla norma stessa. Tra le finalità suindicate c’è quella della “maggiore occupazione” che può essere sicuramente utilizzato per risolvere una serie di questioni riguardanti, appunto, la normazione del contratto a tempo determinato.
In conclusione, condividere il tavolo con i sindacati, con i quali dovrà essere certamente concordata una strategia accenderà in Azienda un dibattito, su costi e benefici, emergeranno proposte nuove, si riceveranno richieste, alcune saranno e si potranno proporre soluzioni (ad esempio introducendo i buoni pasto oppure una liberalità), e con questo strumento si riuscirà a gestire al meglio le rigidità di una forma contrattuale che è indispensabile per la tipologia di attività in cui operate.
Articolo a cura del Dott. Andrea D’Alessio – Linkedin
Consulente del Lavoro
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