Come si può accedere alla pensione anticipata nel 2026? Si può andare in pensione prima dei 67 anni di età?
Il futuro previdenziale cambia. E cambia in fretta.
Al rientro dalle vacanze, spesso riaffiorano pensieri importanti: il futuro, la famiglia, le scelte che contano davvero.
Quelle scelte che spesso si rimandano perché c’è tempo per smettere di lavorare, c’è tempo per andare in pensione e ci si convince che “siccome siamo attivi” ci sarà tempo per riposarsi dopo il pensionamento e che è ragionevole rimandare. Non è ora!
Può esserti utile sapere per tempo, per l’appunto, che dal 2026, il Governo sta valutando riforme previdenziali che cambiano le regole del gioco: Quota 41 flessibile e il TFR trasformabile in rendita pensionistica.
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La prima misura consentirebbe l’uscita dal lavoro a 62 anni con almeno 41 anni di contributi, con una penalizzazione sull’assegno pensionistico di nuova concezione. Solo un 2% in meno per ogni anno di anticipo rispetto ai 67 anni! Forse val la pena di fare un check-up per tempo.
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La seconda misura potrebbe limitare la gestione del TFR accantonato al Fondo di Tesoreria e non ancora destinato alla previdenza complementare sottraendolo alla liquidazione tradizionale.
Opportunità da cogliere, ma anche rischi da conoscere. Per questo abbiamo creato anni fa #PensiONiamoci un servizio pensato per allertare ogni anno manager e professionisti come te, che include:
✅ Check-up previdenziale
✅ Analisi del TFR e delle opzioni di investimento
✅ Educazione previdenziale per tutti nelle aziende con percorsi di formazione mirata
✅ Pianificazione e protezione patrimoniale – gestione del TFM per i leader dell’Impresa.
Un gesto concreto di welfare personale e aziendale, per trasformare la consapevolezza previdenziale e anche il TFR in uno strumento di fiducia e sicurezza.
⚠️ Perché è urgente parlarne in azienda?
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Molti lavoratori non sono consapevoli delle implicazioni di queste riforme.
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Il rischio di pensioni povere è concreto, soprattutto per chi ha carriere discontinue o nel sistema misto.
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Le aziende possono diventare alleate strategiche nel proteggere il futuro dei propri collaboratori.
Un percorso dedicato a manager e dipendenti, che include diverse tematiche a scelta tra pensione obbligatoria e pensione complementare, dal TFR al TFM.
Un gesto concreto di welfare aziendale
Offrire questo servizio significa:
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Valorizzare il capitale umano e la composizione del pacchetto retributivo
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Prevenire fragilità economiche future investendo al meglio il TFR
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Costruire fiducia e retention con nuovi strumenti che davvero fanno la differenza per il beneficiario.
Se vuoi approfondire questo tema o comprendere da dove iniziare per il tuo caso specifico, puoi lasciarmi i tuoi recapiti per fissare un appuntamento conoscitivo.
Se hai un amico, un familiare o un collega a cui pensi che questo contributo possa essere utile, sentiti libero di condividerlo.
UN RIPASSO PER L’ANNO 2025
Uno degli accessi anticipati a Pensione nel 2025 è Quota 103? Ma c’è un’importante opzione che consente di non andare in pensione ed avere una busta paga un pò più alta.
Saprai già che favoriamo l’educazione previdenziale nei luoghi di lavoro e oggi richiamiamo la vostra attenzione e quella dei vostri collaboratori, sulla novità del 2024 in materia di pensione, rimanendo a disposizione per svolgere dei percorsi educativi nelle vostre aziende, in presenza o da remoto.
Per l’accesso a questa specifica forma di pensione anticipata, sono necessari almeno 62 anni di età e 41 di contributi.
Pensione anticipata, come? Con Quota 103Ancora una misura temporanea varata per consentire l’accesso anticipato a pensione a quei soggetti che avrebbero diversamente dovuto affrontare il cosiddetto scalone previsto dalla Riforma Fornero.
Riguarda coloro che conseguiranno i requisiti previsti entro il 31.12.2024.
Quota 103 presenta due grandi novità
- l’assegno pensionistico non potrà eccedere la soglia dicinque volte il trattamento minimo Inps, cioè € 394,44 lordi al mese (limite valido sino al raggiungimento dei requisiti anagrafici previsti per l’accesso alla pensione di vecchiaia – 67 anni).I soggetti che maturano i requisiti per l’accesso alla Pensione anticipata Flessibile, nel corso dell’anno 2024, riceveranno un assegno interamente ricalcolato con il sistema contributivo, soggetto ad un tetto massimo che scende a quattro volte il T.M. Inps, con una finestra mobile che sale a 7 mesi per il settore privato e 9 mesi per il pubblico impiego.
- ai dipendenti che maturano i requisiti per la pensione anticipata flessibile, ma continuano a lavorare, è consentito scegliere di non versare la loro quota di contributi previdenziali relativi a invalidità, vecchiaia e superstiti. In tale ipotesi il relativo importo viene corrisposto al lavoratore, che ottiene una busta paga netta più
Riguarda coloro che conseguiranno i requisiti previsti entro il 31.12.2024: 62 anni di età e 41 anni di contributi.
Vi ricordiamo i requisiti:
- 62 anni di età, quindi tutti coloro che sono nati prima del
- 41 anni di contributi da conseguire entro il 31.12.2024 (è utile la contribuzione a qualsiasi titolo accreditata per l’assicurato, fermo restando, il possesso di almeno 35 anni di contribuzione effettiva al netto di periodi di malattia, disoccupazione e/o prestazioni equivalenti).
✔️ Una volta maturati, i requisiti sono “cristallizzati”, ovvero il trattamento pensionistico può essere richiesto in qualsiasi momento.
Decorrenza: c’è una finestra mobile di tre mesi dal raggiungimento dei requisiti alla decorrenza del diritto al pagamento.
Tetto: l’importo lordo mensile del trattamento, non potrà eccedere l’importo lordo mensile di € 2.394,44.
Per i soggetti che maturano il diritto alla pensione anticipata flessibile nell’anno 2024 il diritto all’ esonero contributivo non può avere una decorrenza antecedente al:
- 2 agosto 2024, per i lavoratori dipendenti di un datore di lavoro privato, ove il trattamento pensionistico sia liquidato a carico della Gestione esclusiva dell’AGO; –
- 1° settembre 2024, per i lavoratori dipendenti di un datore di lavoro privato, ove il trattamento pensionistico sia liquidato a carico di una Gestione diversa da quella esclusiva dell’AGO;
- 2 ottobre 2024, per i dipendenti delle pubbliche Amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ove il trattamento pensionistico sia liquidato a carico della Gestione esclusiva dell’AGO;
- 1° novembre 2024, per i dipendenti delle pubbliche Amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del D.lgs.. n. 165/2001, ove il trattamento pensionistico sia liquidato a carico di una Gestione diversa da quella esclusiva dell’AGO.
I canali a disposizione per l’invio delle richieste sono il call center e il sito internet dell’istituto di previdenza, previo accesso tramite Spid, carta di identità elettronica o carta nazionale dei servizi oppure i patronati.
Augurandoci di poter parlare nel prossimo futuro di una definitiva riforma delle pensioni, vi invitiamo a contattarci